Crescere con stile
Diventare grandi
Ci sono stanze che devono semplicemente essere arredate.
Altre devono imparare a crescere insieme a chi le vive.
La prima volta che sono entrata in questa cameretta ho pensato una cosa molto semplice. M. era cresciuto. La sua stanza no.
Lo spazio raccontava ancora l’infanzia: un letto a castello, oggetti accumulati nel tempo, libri, giochi e una consolle che cercavano posto tra mobili ormai diventati troppo piccoli per le esigenze di un ragazzo di quindici anni.
Si percepiva chiaramente che l’ambiente gli stava stretto. E non solo nelle dimensioni.

La stanza era lunga e stretta, una caratteristica che inizialmente sembrava un limite e che invece è diventata il punto di partenza del progetto.
Ho immaginato due pareti che dialogassero tra loro.
Da una parte il letto, basso e accogliente, con grandi cassettoni contenitori e uno spazio dedicato alla televisione, alla consolle e agli oggetti che raccontano le passioni di M.
Dall’altra un armadio essenziale, una scrivania per lo studio e una libreria pensata per accompagnarlo negli anni.
Ogni elemento aveva un posto preciso. Non per riempire la stanza, ma per restituirle respiro.
Perché l’ordine, quando è progettato, non riguarda soltanto gli oggetti.
Aiuta anche a vivere meglio gli spazi.
Oggi M. ha una camera che lo rappresenta. Un luogo in cui studiare, rilassarsi, coltivare le sue passioni e sentirsi semplicemente a casa.
Crescere significa cambiare continuamente. Una casa, invece, può offrire un punto fermo. Questo progetto mi ha ricordato che anche una stanza può contribuire al benessere di una persona, se riesce a farla sentire accolta, libera di esprimersi e semplicemente sé stessa.
Perché progettare una cameretta non significa scegliere un letto o una scrivania. Significa immaginare il luogo in cui un ragazzo o una ragazza costruirà i ricordi della sua adolescenza.




